Proseguiamo la rubrica dedicata ai modelli Ciao, con il modello denominato Special.
Ma come di consueto prima conosciamo la persona che ce ne parlerà, William Cavallina.
Ciao William, vuoi raccontarci in poche parole cosa ti rende in grado di parlarci del Piaggio Ciao Special?
Semplicemente sono un appassionato di questi ciclomotori ed ho una piccola collezione soprattutto di Ciao prima serie e fra questi alcuni Ciao Special conservati.
Quando hai acquistato il tuo primo Ciao e che ricordo ne hai?
Abitando in zona collinare ricordo che da ragazzino dalle mie parti non era molto diffuso, avevamo principalmente ciclomotori a marce. Ho iniziato ad acquistarli in età adulta e restaurarli con i loro pezzi dell’epoca, lasciando la vernice originale. Questo è un passatempo che mi appassiona e rilassa.
Frequenti molto i mercatini come Novegro, Imola o il CAMER? Qual’è la situazione per questo particolare modello? I ricambi sono difficili da reperire?
Frequento abitualmente i mercatini, fino a qualche anno fa in cerca di pezzi, ora sono diventati abbastanza rari da reperire e costosi quindi mi limito ad andarci per incontrare gli amici e fare quattro chiacchiere. A mio avviso lo Special è uno dei Ciao più belli prodotti dalla Piaggio. Direi che in questo momento, come per tutto ciò che riguarda il collezionismo, non è il più ambito ad eccezione del colore verde paraggi.
Bene, ma ora entriamo nel vivo..
Il Piaggio Ciao Special, prodotto principalmente nel 1969, è un ciao totalmente rivisto rispetto al modello precedente e molto più elegante. E’ un modello, appunto, molto speciale per via delle numerose modifiche estetiche e funzionali. Si parte dall’applicazione dell’antifurto bloccasterzo con chiavi esagonali Neiman a testa ovale, per dare un minimo di sicurezza ad un mezzo che non era assolutamente dotato di chiave di accensione. La sella, come si nota dalle bombature, è ora imbottita per aumentare il confort del conducente assieme alla molla della sella stessa. Il manubrio presenta una nuova forma a V che sarà mantenuta anche nel Ciao R ed R arcobaleno fino al 1974, ma sarà successivamente abbandonata. Il manubrio ha il logo Piaggio incassato e manopole nere. Il faro anteriore, da rotondo diventa per la prima volta rettangolare e di color avorio, così come le altre modanature in plastica, ovvero i fianchetti a copertura della trasmissione (a punta stondata) ed il tappo del serbatoio (rigorosamente senza la comoda astina per misurare il livello del carburante, che sarà introdotta solo dal 1979). Il vassoietto porta attrezzi resta però in plastica nera. Restando ancora sul serbatoio, viene introdotto un nuovo rubinetto con la posizione della riserva, anche se va detto che questo accessorio era già stato installato anche sull’ultima produzione coeva (quindi del 1969) dei primi modelli Ciao A di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente a questo. L’estetica del serbatoio viene abbellita applicando un profilo cromato sulla cresta che lo percorre sul lato lungo. Questa va a richiamare la specifica marmitta, anch’essa cromata. Anche lo Special come il Ciao A mantiene il pulsante clacson SIEM colore grigio. Ciliegina sulla torta, sulla parte distale del parafango posteriore, viene applicato un adesivo recante la lettera S. Ma forse il particolare più vistoso sono gli pneumatici con banda laterale bianca, che donano (con gli occhi di una persona di oggigiorno) un certo gusto vintage. Gli pneumatici potevano essere sia Michelin che Pirelli, ma questi ultimi recavano la specifica scritta Ciclomotore. I pedali rimangono invariati rispetto al primo modello e non subiranno modifiche fino al 1972. I cerchi ruota sono esclusivamente da 17 pollici a canale rialzato e la trasmissione poteva essere sia a puleggia che a variatore, quindi la sigla del telaio poteva essere C7E1T oppure C7V1T. La particolarità del numero del telaio è che questo modello inizia sempre con il numero 8. Nel 1969 sono stati prodotti 41911 ciclomotori, e nel 1970 è uscito l’ultimo di 340 con sigla 842252, per un totale di 42251 Ciao Special. Infine ma non secondario, è l’elenco delle tinte con cui è stato prodotto questo specifico modello, tra cui a mio avviso e per mio gusto personale l’azzurro acquamarina è il più elegante o perlomeno il mio preferito. Esse sono:
- Azzurro Acquamarina 305,
- Verde Pastello 399,
- Giallo Arancio 916,
- Verde Paraggi 315,
- Blu pavone 226,
- Giallo Positano 902.
Grazie William di essere stato così preciso nella descrizione di questo particolare modello, e ringraziamo anche Marco Dal Pozzo per il contributo.
Nel prossimo numero parleremo del Ciao R e delle peculiarità dei pedali installati nei primi modelli fin qui trattati.
Per qualsiasi commento o segnalazione di errori, non esitate a scrivere a redazione@ciaoclubitalia.it













