IL PRIMO RINNOVAMENTO

Ciao R 1970

Il Piaggio Ciao R, spesso trascurato rispetto ai più noti modelli Lusso o SC, rappresenta un passaggio fondamentale nella storia del celebre ciclomotore a pedali.

Ce ne parlano William CAVALLINA e Marco DAL POZZO.

Il Piaggio Ciao R, spesso trascurato rispetto ai più noti modelli Lusso o SC, rappresenta un passaggio fondamentale nella storia del celebre ciclomotore a pedali. È stato uno dei primi tentativi di aggiornare il modello base, pur mantenendo alcuni tratti originari del Ciao prima serie.

Un debutto all’insegna del cambiamento

La produzione del Ciao R “rinnovato” iniziò nel 1970, mantenendo numerose componenti del primo modello. A colpo d’occhio si distingueva per il manubrio a V, simile a quello dello Special, e per il faro anteriore rotondo, montato fino a esaurimento delle giacenze. Anche i cerchi e il pulsante del clacson rimanevano inizialmente quelli del Ciao prima serie.

Con il tempo, alcune modifiche divennero evidenti: il manubrio a V fu mantenuto ma privo dell’incasso per il logo Piaggio, e il clacson venne integrato direttamente nella manopola dell’acceleratore. Sul retro comparve un piccolo ma significativo dettaglio: un adesivo con la scritta “R”, collocato sotto il fanalino posteriore.

Dettagli che raccontano l’evoluzione

Altri elementi del Ciao R richiamavano volutamente l’estetica del modello precedente: fianchetti, tappo miscela e manopole erano grigi, anche se, nei modelli base, con una leggera sfumatura violacea rispetto a quelli del Ciao A. Il faro posteriore, inizialmente CEV, venne aggiornato con una versione grigia dotata di gemma verde sporgente.

Una variante importante comparve a partire dal telaio n. 1187300: su richiesta era possibile ottenere il cosiddetto “pacchetto avorio”, che prevedeva fianchetti, tappo e fanale nella tinta già usata con lo Special.

Nel 1971, ulteriori modifiche funzionali furono introdotte:

  • la flangia del porta cuscinetto posteriore fu rivista per facilitare il cambio della camera d’aria;
  • i bulloni del mozzo posteriore passarono da M8 a M10;
  • le leve divennero in acciaio inox e la leva del decompressore fu accorciata;
  • i cerchi, sempre a 32 raggi, evolsero da canale bombato a canale liscio;
  • il parafango anteriore fu accorciato e dotato di un paraspruzzi;
  • la targhetta Piaggio sulla sella passò da rilievo a superficie liscia.

Curioso dettaglio segnalato dai restauratori: quando il faro divenne rettangolare, il supporto venne piegato per alzarlo di circa 2 cm, e scomparve l’antifurto integrato nel manubrio, presente nei modelli precedenti.

Colori e numerazioni

Il Ciao R fu disponibile nel 1970 nei colori:

  • Turchese 210
  • Blu 490
  • Biancospino 715
  • Giallo Positano 902

Nel 1971 venne introdotto il Rosso 850, mentre fu eliminato il turchese 210.

La produzione per il mercato italiano iniziò con il telaio n. 1000001 e si concluse nel 1972 con il telaio n. 1246520. Esistono inoltre numerazioni differenti per le versioni esportate, come il D Mofa destinato al mercato tedesco.

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