Nel 1971 la Piaggio avviò un importante restyling del celebre ciclomotore Ciao, introducendo significative innovazioni sia sul piano tecnico sia su quello estetico. La modifica più rilevante riguardò il sistema di molleggio della sella, un aspetto che fino a quel momento aveva rappresentato uno dei punti deboli del modello.
Dal 1967, anno di debutto del Ciao, fino al 1971, il ciclomotore era equipaggiato con un attacco sella di forma quadrata, sorretto da una piccola molla posta tra il telaio della sella e il canotto di fissaggio. Questa soluzione, seppur funzionale, non garantiva un comfort ottimale durante la marcia: con l’uso prolungato tendeva infatti a trasmettere le asperità del terreno alla schiena del conducente. Per ovviare a tale limite, Piaggio sviluppò un nuovo e più efficace sistema di molleggio, che segnò l’inizio di una nuova fase per la gamma Ciao.
Parallelamente all’introduzione del Ciao Lusso, equipaggiato con numerosi accessori, vide quindi la luce anche il Ciao SC (Super Confort), destinato a diventare uno dei modelli più apprezzati della produzione Piaggio.
Il Ciao SC di prima serie si distingueva per una serie di caratteristiche peculiari:
- Manubrio a corno di bue, ben riconoscibile perché sensibilmente differente.
- Faro anteriore color antracite con clacson integrato nella parabola.
- Devio luci posizionato direttamente sul manubrio.
- Marmitta 5322s e motore C1M.
- Fianchetti laterali in color antracite scuro.
- L’innovativa sella molleggiata, elemento distintivo del modello.
Rispetto al Ciao Lusso, il modello SC presentava alcune differenze estetiche: i parafanghi erano verniciati in tinta con il telaio, anziché cromati in acciaio lucido; la sella era priva di imbottitura soffice, sostituita da una copertina piatta in plastica similpelle; gli pneumatici erano completamente neri, conferendo un aspetto più sobrio al mezzo.
Le colorazioni disponibili per il modello SC di prima serie ricalcavano quelle del Lusso: azzurro turchese 400, arancio 916, giallo cromo 900 e blu 275.
Con il tempo, il Ciao SC divenne un modello stabile nella gamma, affiancandosi alla versione con attacco sella quadrato e contribuendo ad ampliare la scelta per gli appassionati. L’introduzione della sella molleggiata rappresentò una vera svolta, consolidando ulteriormente il successo del ciclomotore Piaggio come icona di praticità, stile e innovazione.
La seconda serie del Ciao SC (1974 – 1979)
A partire dalla seconda metà degli anni Settanta, il modello SC subì un aggiornamento che gli appassionati oggi definiscono “seconda serie”, anche se la denominazione non fu mai ufficialmente adottata da Piaggio. Le modifiche rispondevano all’esigenza di uniformare la gamma alle nuove linee stilistiche introdotte in quel periodo.
Le principali differenze rispetto al modello originario furono:
- Nuova sella molleggiata con imbottitura più confortevole e rivestimento in similpelle, che garantiva maggiore ergonomia rispetto alla copertina rigida della prima serie.
- Manubrio rettilineo, in sostituzione del tradizionale “corno di bue”.
- Devio luci aggiornato, più moderno e funzionale.
- Parafanghi verniciati in tinta con il telaio, con sagoma leggermente rivista.
- Colorazioni rinnovate, in linea con la palette cromatica Piaggio della seconda metà degli anni ’70 (tra cui rosso corallo, verde metallizzato e grigio metallizzato).
- Componentistica tecnica aggiornata, come la marmitta 5327 e le evoluzioni del motore C1M.
Con la seconda serie, lo SC consolidò la propria identità di modello dedicato al comfort, mantenendo fede alla filosofia che ne aveva decretato il successo, ma adeguandosi al contempo all’evoluzione estetica e tecnica della produzione Piaggio.
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